Commento Standard - Allevamento del Taras - selezione Cane Corso Italiano

Cerca
Allevamento del Taras
Vai ai contenuti

Menu principale:

Commento Standard

Standard

Antonio Morsiani - Stefano Gandolfi
   da "Il Cane Corso"   Mursia editore

Posto nella classificazione scientifica. Il Mégnin (1897) divide tutte le razze canine in quattro gruppi (lupoide, braccoide, molossoide, graioìde). Specificatamente per molossoide intende cani con le seguenti caratteristiche: testa voluminosa, rotonda o cuboide; orecchie piccole cadenti; muso corto; labbra lunghe e spesse. Corpo massiccio. Tipi normali di grande statura. Il Déchambre (1924) adotta una classificazione che in relazione al comportamento fra loro degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso, fa sì che tutte le tipologie canine sottostiano a 3 profili: rettilineo o ortoìde, concavilineo o celoide e convessilineo o cirtoide. Rimandiamo alla descrizione della testa il necessario approfondimento.

Posto nella classificazione utilitaria. Abbiamo avuto modo di vedere come in passato la razza avesse un campo di utilizzazione ben più ampio a conferma della sua ecletticità.

Origine. La storiografia e l'iconografia testimoniano come in passato la razza fosse diffusa in tutta Italia, sia pure con caratterizzazioni regionali diverse.

Caratteri generali precisanti la razza. I cani si suddividono in 3 tipi morfologici fondamentali, che si desumono dal confronto dei diametri longitudinali coi trasversali:
tipo mesomorfo o mediolineo in cui le proporzioni tra «altezze» e «larghezze» ben si bilanciano(es. pointer);
tipo dolicomorfo o longilineo in cui predominano le «altezze» sulle «larghezze» (es. levrieri);
tipo brachimorfo o brevilineo in cui predominano le «larghezze» sulle «altezze» (es. bulldog).
Tale classificazione può essere espressa da indici, cioè dal rapporto in centesimi di una misura rispetto ad un'altra, presa come punto di riferimento. Tali indici sono fondamentalmente 3: l'indice corporale, l'indice toracico e l'indice cefalico.
L'indice corporale esprime la misura dell'intensità delle masse in rapporto alla lunghezza del tronco e ha la formula seguente:

Indice Corporale = lunghezza tronco X 100 / perimetro toracico
I tre tipi morfologici hanno i seguenti indici corporali:
-  brachimorfi: da 50 a 70;
-  mesomorfi: da70 a 85;
-  dolicomorfi: da 85 a 100.
Nel Cane Corso l'indice corporale è di circa 80 (mesomorfia).
L'indice toracico esprime lo sviluppo del torace rispetto al tipo morfologico e ha la seguente formula:

Indice toracico = larghezza torace x 100 / altezza torace
I tre tipi morfologici hanno i seguenti indici toracici:
- brachimorfi: da 90 a 100;
- mesomorfi: da 60 a 90;
- dolicomorfi :da 50 a 60.
Nel Cane Corso l'indice toracico è di circa 70 (mesomorfia).
Il Cane Corso è armonico rispetto al formato (il formato è dato dalla statura e dalla massa, vale a dire dalla mole) e cioè ha un ordinamento armonico delle masse.
Il Cane Corso è disarmonico rispetto ai profili, in quanto il profilo della testa è concavilineo (con assi cranio-facciali convergenti) e quello del tronco è rettilineo.

Tipo costituzionale. L'habitus è il complesso della caratteristiche che distinguono una specie animale. Il noto zootecnico francese Sigaud ne distingue 4 tipi fondamentali, in base alla prevalenza del volume di una determinata parte anatomica rispetto all'insieme: cerebrale (prevalenza della testa, es. bulldog), digestivo (prevalenza del ventre, es. mastino napoletano), respiratorio (prevalenza della regione toracica, es. levriere), muscolare (prevalenza delle masse muscolari, es. boxer).
La complessione è invece il tipo di costituzione fisica del corpo. Se classificata in base all'efficienza dei muscoli nel trasformare le particelle di ossigeno, portate in circolo dal sistema cardiovascolare, in energia motoria (contrazione od estensione del muscolo), essa può essere ipoossidativa (scarsa efficienza), normale (normale efficienza), iperossidativa (grande efficienza).

Testa. Le teste dolio razze canine possono essere distinte in 3 tipi morfologici fondamentali, rapportando la lunghezza della testa con la sua larghezza. A tal fine si adotta l'indice cefalico, espresso dalla seguente formula:
Indice cefalico = larghezza della testa x 100 / lunghezza della testa.
I tre tipi morfologici hanno i seguenti indici:
-  brachicefali: indice cefalico superiore a 54;
-  mesocefali: indice cefalico compreso tra 50 e 54;
-  dolicocefali: indice cefalico inferiore a 50.
Nel Cane Corso l'indice cefalico varia da 64 a 66 ed è perciò nettamente brachicefalo.
Abbiamo visto come le razze canine siano classificabili in tre tipologie a seconda del comportamento fra loro degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso (assi cranio-facciali). Normalmente tali assi vengono tracciati empiricamente ad occhio dall'esperto, mentre per stabilire con precisione il loro decorso è necessario avvalersi del compasso.
L'asse longitudinale superiore del cranio va dal punto craniometrico «inion» (che si trova al vertice della «protuberantia occipitalis externa») al punto craniometrico «nasion» (che si trova nel punto d'incontro delle suture delle ossa nasali con le ossa frontali).
L'asse longitudinale superiore del muso segue il profilo superiore della canna nasale dal tartufo allo stop. Determinati così i profili degli assi cranio-facciali, si eiìncerà che essi possono essere fra loro:

- paralleli, i due assi non s'incontrano mai (profilo rettilineo), ad esempio nel pastore tedesco, nell'alano, nel mastiff e nel mastino napoletano;
- convergenti, la proiezione in avanti dei due assi s'incontra (converge), la proiezione all'indietro dell'asse superiore del muso passa sempre dietro la cresta occipitale (profilo concavilineo), ad esempio nel Cane Corso, nel boxer, nel dogue de Bordeaux, nel pointer, nel S. Bernardo;
- divergenti, la proiezione in avanti dei due assi non si incontra (diverge), la proiezione all'indietro dell'asse superiore del muso passa sempre davanti alla cresta occipitale (profilo convessilineo), ad esempio nel bracco italiano, nel borzoi, nel bloodhound, nel bullterrier.
Nel Cane Corso la convergenza costituisce un imprescindibile carattere etnico. Vi sono due tipi di convergenza:
- la monoconvergenza, in cui solo l'asse del cranio converge sull'asse del muso;
- la biconvergenza, in cui sia l'asse del cranio che l'asse del muso convergono fra loro.
Il Cane Corso, come pure il pointer, il San Bernardo, il bull mastiff, ecc, sono monoconvergenti.  
Il boxer, il bulldog, ecc, sono biconvergenti. Nel Cane Corso la biconvergenza è propria dell'ipertipo, viceversa il parallelismo lo è dell'ipotipo e la divergenza porta sempre al totale declassamento.

Tartufo. Generalmente, il tartufo piccolo è associato a musi conici (declassamento).
Si possono trovare anche esemplari che ad un'ottima quadratura del muso (largo e con facce laterali parallele) associano un tartufo stretto. In questo caso la testa perde di tipicità, specie nei maschi, e va declassata. Il tartufo non deve essere abbassato o sporgente in avanti (frequente nei cani con assi cranio-facciali paralleli o divergenti), né avere la faccia anteriore inclinata all'indietro o essere rialzato rispetto al profilo della canna nasale (frequente negli ipertipi).

Canna nasale. Dato ìl parallelismo delle facce laterali del muso, la canna nasale deve  mantenere rigorosamente la stessa larghezza dalla sua base alla sua estremità. Le canne nasali montonine spesso sono associate a parallelismo o divergenze degli assi cranio-facciali. A volte è presente una gibbosità più o meno accentuata a meta lunghezza della canna nasale che non è gradita. La canna nasale dal profilo leggermente concavo e di frequente associata a musi corti e tartufi inclinali all'indietro, che esprimono la tendenza all'ipertipo (va sempre penalizzata perché toglie nobiltà al soggetto).

Labbra e muso. In alcuni soggetti la faccia anteriore del muso non si presenta larga e cioè piatta, ma tende a fondersi, disegnando un'ampia curva con le facce laterali del muso a causa dei mascellari insufficientemente larghi. In tal caso, se le labbra superiori sono sufficientemente sviluppate, queste, non trovando una base di appoggio adeguata, alla loro disgiunzione determinano una V rovesciata anziché la tipica U. Tale caratteristica è tipica dei soggetti con facce laterali del muso fra loro convergenti e va severamente penalizzata.
Le labbra insufficientemente sviluppate, tirate, sfuggenti sono da penalizzare (generalmente sono proprie dei soggetti a muso conico). Le labbra eccessivamente sviluppate sovente si accompagnano ad una generale lassità della pelle e modificano la tipica espressione della razza: sono pertanto da penalizzare.
Inderogabile elemento di tipicità nel Cane Corso è che la larghezza del muso eguagli la lunghezza dello stesso e che il muso misurato alla sua radice sia di almeno 1/3 più alto della sua lunghezza.
Perciò il muso è lungo quanto largo. L'eccesso di cesello nella regione sottorbitale conferisce alla testa un aspetto scarnito e vecchieggiante.
La totale mancanza di cesello priva la testa della sua tipica espressione.

Mascelle. Nel Cane Corso il leggero prognatismo è dato dal superamento di 5 mm degli incisivi dell'arcata inferiore dei loro corrispondenti dell'arcata superiore La misura di 5 mm è un valore medio ottimale. La chiusura a tenaglia (il fior di giglio degli incisivi superiori si sovrappone al fior di giglio degli incisivi inferiori) ed il sopravanzamento di 10 mm degli incisivi dell'arcata inferiore dei loro corrispondenti dell'arcata superiore sono solo tollerati.
Il profilo mandibolare dritto (a spatola) è da bandire in quanto impoverisce di substrato scheletrico il muso. Inoltre, la mandibola a spatola spesso si accompagna al mento sfuggente, il quale non viene toccato dalle labbra superiori al loro punto di disgiunzione. Ciò comporta una marcata carenza di incisività nel muso ed è da bandire (tipico dei soggetti a muso conico).
L'enognatismo, dovuto a deficiente sviluppo della mandibola, se grave, è incompatibile con la sopravvivenza, cosicché i cani affetti da tale malformazione vanno banditi dalla riproduzione oltre che squalificati. In sintesi, in una razza da lavoro come il Cane Corso, una mandibola dal profilo ben ricurvo e quindi un mento ben marcato è condizione essenziale per assicurare una presa solida e sicura. D'altro canto, l'eccesso di prognatismo diventa controproducente per la solidità della presa.
La notevole distanza dai canini e l'ampio sviluppo traversale dei mascellari fa sì che le facce laterali delle labbra superiori non cadano perpendicolarmente, ma sporgano leggermente in fuori, cosicché la piattaforma anteriore del muso tende a formare (vista di fronte) un trapezio isoscele col lato maggiore in basso. Per quanto riguarda l'assenza dei premolari P1, su una o ambedue le arcate, non costituisce grave difetto, essendo il Cane Corso un brachicefalo. Al contrario, l'assenza di premolari maggiori va severamente penalizzata, essendo quasi sempre conseguenza di un anomalo accorciamento del muso. È molto importante che la dentatura sia potente e ben rapportata al volume della testa.

Depressione naso-frontale (o stop). Quanto la depressione naso-frontale o stop sia marcata è facilmente valutabile ad occhio, osservando la testa di profilo e calcolando il grado dell'angolo seni-nasale (formato dal congiungimento dell'asse superiore longitudinale del muso con quello delle bozze frontali). Tuttavia, una corretta e precisa determinazione dello stop si ha solo con la valutazione dell'angolo cranio-facciale (formato dal congiungimento dell'asse superiore longitudinale del muso con quello che passa per il solco mediano; tale solco parte dalla depressione naso-frontale e va a scomparire alla metà del cranio, dividendo sagittalmente i due seni frontali in prossimità del punto craniometrico «bregma». Nel Cane Corso l'angolo cranio-facciale deve essere di 130° circa.
Vi sono esemplari che, pur avendo un corretto angolo seni-nasale (105 - 110°), hanno, a causa del non adeguato sviluppo nelle tre dimensioni delle bozze frontali, un solco mediano scarsamente o troppo pronunciato. Tali deviazionismi, che comportano angoli cranio-facciali anomali, vanno tenacemente combattuti.

Cranio. Il cranio, come il muso, è tanto largo, quanto lungo. Tale caratteristica è fondamentale elemento di tipicità nel Cane Corso Il cranio eccessivamente piatto è dovuto fondamentalmente a due ordini di motivi: eccessiva prominenza dell'apofisi occipitale e della cresta sagittale (in genere si osservano tali caratteristiche in cani con assi cranio-facciali paralleli o addirittura divergenti), muscolo temporale talmente ipersviluppato, sia lateralmente che superiormente, da aver inibito lo sviluppo osseo del cranio (il cranio si presenta ugualmente rigonfio ai lati, ma piatto superiormente con bozze frontali ed archi sopracciliari appiattiti).
Il cranio globoso, proprio degli ipertipi, si presenta allorquando un esemplare associa un normale sviluppo osseo della scatola cranica e delle arcate zigomatiche ad un temporale ipertrofico (il cranio si presenta pieno ai parietali, si arrotondano gli archi sopracciliari, scompare la prescritta leggera depressione delle conche, conferendo alla testa un aspetto grossolano sottolineato da un'espressione atipica). Le conche eccessivamente infossate si hanno allorquando il temporale e i muscoli del capo in genere sono ipotrofici (la testa, in questo caso, si presenta ossuta, scarna, vecchieggiante).

Guance. I masseteri ipotrofici ingentiliscono e alleggeriscono troppo la testa, viceversa i masseteri ipertrofici (da bulldog) la privano di nobiltà.

Occhi. I bulbi oculari infossati, piccoli o troppo sporgenti, vanno severamente penalizzati, poiché alterano la fisionomia della razza.
La posiziono frontale degli occhi (che si determina quando l'asse palpebrale forma con l'asse mediano della testa un angolo retto) va penalizzata in quanto propria di cani ipertipici, grossolani ed è quasi sempre associata a rima palpebrale tonda ed esoftalmo (occhio di bue). Difetto ancor più grave, anche nelle femmine, è l'occhio in posizione semilaterale, che si accomuna in genere all'occhio a mandorla. Nei buoni maschi gli occhi sono molto distanziati, (gli occhi ravvicinati modificano l'espressione e spesso si accomunano a seni frontali poco sviluppati trasversalmente e cranio piatto.
Le palpebre devono essere aderenti al bulbo oculare e non presentare perciò ectropion (rovesciamento all'infuori del margine palpebrali) tipico del soggetti linfatici, o entropion (rovesciamento all'indentro del margine palpebrale). Inoltre, indipendentemente dal colore del manto (incluso il fulvo chiaro od il grigio chiaro), devono presentare margini pigmentati di nero, come pure la nictitante o terza palpebra. Il colore dell'iride merita, nel Cane Corso, alcuni approfondimenti, in quanto, prescrivendo lo standard che esso debba essere il più possibile scuro in relazione al colore del mantello, le sue gradazioni cromatiche sono altrettanto ampie quanto i colori del manto previsti (dal fulvo chiaro e grigio chiaro al tigrato scuro e nero).
In generale, l'iride dovrebbe presentare la stessa tonalità delle parti più scure del mantello, esclusa la maschera. Perciò l'iride dovrebbe avere colore nocciola scuro nei manti neri e tigrati scuri e tonalità via via più chiare nei manti fulvi e grigi. Tali tonalità, anche nei manti più chiari, non devono tuttavia andare oltre il colore nocciola, poiché il colore dell'iride è sempre relazionato al colore del tartufo e dei margini palpebrali (che nel Cane Corso sono neri). L'occhio gazzuolo (in cui l'iride ha una decolorazione che va dall'ardesia al celeste) è indice di arresto di sviluppo ed è sempre un difetto congenito. Comporta pertanto tassativamente la squalifica.

Orecchi. La consuetudine di amputare gli orecchi porta spesso gli allevatori a trascurare la corretta inserzione e le giuste proporzioni di questa parte anatomica. Tuttavia, poiché l'amputazione potrebbe essere proibita, è quanto mai necessario dare il giusto rilievo agli orecchi, che cosi tanto contribuiscono a tipicizzare e dare espressione alla testa.
Ad orecchi integri, se la base dell'orecchio è troppo larga, i padiglioni auricolari tendono a disporsi a «farfalla», viceversa, se la base è troppo stretta, i padiglioni tendono ad afflosciarsi, facendo perdere alla parte superiore della testa la tanto desiderata forma angolosa e marcata. In entrambi i casi la testa perde nobiltà e tipicità.

Collo. Il distacco marcato del collo dalla nuca è importante in quanto indica il buon sviluppo e la tonicità dei muscoli del collo (la gran parte dei quali hanno la loro inserzione nell'osso occipitale). Altresì il profilo leggermente convessilineo del margine superiore del collo è indice di adeguato sviluppo muscolare. La presenza di giogaia e dì eccessiva rilassatezza della cute è segno di linfatismo.
La lunghezza del collo è fondamentale in ragione della funzione che questo svolge nella meccanica del movimento del cane. Infatti il bilanciere cefalo-cervicale (il collo con la testa), spostando in avanti il baricentro, agisce come regolatore dell'equilibrio del corpo (la cui instabilità da la misura della velocità) e quindi delle andature. In genere un collo lungo è una caratteristica dei galoppatori, mentre il trottatore non abbisogna di un collo altrettanto lungo. Il Cane Corso ha un collo relativamente lungo, anche se non cosi lungo come quello di un galoppatore puro, e la sua andatura caratteristica è infatti il trotto allungato. Un collo non ben fuso con garrese, spalle e petto è da penalizzare severamente, in quanto comporta quasi sempre garrese basso e spalla dritta (il collo si inserisce a «tubo» nel tronco).

Tronco. Il Cane Corso è un cane costruito nel «rettangolo» essendo la lunghezza del tronco dell' 11% in più dell'altezza al garrese.

Petto. La misurazione dell'ampiezza del petto si effettua prendendo come riferimento le due opposte punte delle spalle. Quando, a causa di un deficiente sviluppo muscolare, il profilo del margine sternale appare troppo evidenziato (petto tagliente) il soggetto è da penalizzare severamente.

Torace. Altezza. Sommariamente, si può valutare se il torace è adeguatamente sviluppato in altezza verificando che il profilo sternale (nel suo tratto più vicino a terra) e la sommità olecranica (la base ossea della protuberanza tondeggiante del gomito) siano allineati. Tuttavia, un torace di giuste dimensioni può apparire troppo alto a causa di un garrese basso il quale, riducendo la distanza tra gomito e garrese, abbassa il margine sternale oltre il livello dei gomiti (è un difetto da penalizzare). Talvolta nelle femmine (specie se gravide), nei cani anziani, particolarmente corpulenti o con cingolo scapolare rilassato, una gabbia toracica perfetta può apparire troppo discesa. Un torace scarso in altezza compromette la funzionalità dell'animale (difetto gravissimo).
Larghezza. In un'empirica vantazione ad occhio la larghezza del torace e quella del petto devono pressoché corrispondere. Da bandire il torace piatto. Il torace a «botte», che toglie nobiltà al soggetto ed ostacola il movimento, è da penalizzare come pure il torace stretto o carenato. La carenatura, causata dalla brusca riduzione del diametro trasverso nella parte inferiore del costato, determina un vuoto tra torace e gomito, cosicché quest'ultimo diventa scollato e talvolta oscillante. Tale difetto si presenta soprattutto nei soggetti giovani e longilinei, specie se di grande taglia. Quando il diametro trasverso è più del 35% dell'al­tezza al garrese, il cane si presenta largo davanti con avambracci troppo distanziati, quando è sotto il 35%, il cane si presenta stretto davanti con avambracci troppo ravvicinati. Quest'ultimo difetto è più grave del primo e va severamente penalizzato.
Profondità. La profondità del torace è di grande importanza, poiché è in relazione con l'estensione degli spazi intercostali e l'obliquità delle coste. Un torace poco profondo, quasi sempre si accompagna a coste poco oblique, con conseguente riduzione della capacità d'ispirazione (difetto gravissimo). Anche un deficiente perimetro toracico pregiudica la funzionalità del cane.
Se l'appendice xifoidea (punta terminale del segmento inferiore dello sterno) è ricurva in dentro (conseguenza di rachitismo, comporta un raccorciamento delle cartilagini costali e quindi diminuzione della capacità toracica), il ventre sarà retratto, in quanto proprio sull'apofisi xifoidea hanno inserzione alcuni muscoli dell'addome (difetto da penalizzare).

Garrese. Ha per base anatomica le prime cinque vertebre dorsali e la sommità delle scapole e si presenta come il rilievo più alto della linea superiore del tronco. Poiché l'altezza delle apofisi spinose cresce sino alla quinta vertebra dorsale per poi decrescere gradualmente, è da questa vertebra a terra che si determina la statura del cane (altezza al garrese).
Un garrese prominente (rispetto al piano dorsale) e lungo è un pregio irrinunciabile in una razza da lavoro. Infatti sta ad indicare la lunghezza e la conseguente obliquità dei processi spinosi delle vertebre dorsali, che fungono da leva dì tensione per i muscoli del dorso, per il legamento cervicale e per i muscoli elevatori della spalla (trapezio e romboide). Di conseguenza, tanto più alte sono le apofisi spinose, tanto più ampia sarà la contrazione dei muscoli elevatori della spalla (e di conseguenza l'ampiezza dell'oscillazione dell'arto) e tanto più efficace l'azione sul bilanciere cefalo -cervicale (la testa con il collo) e sull'irrigidimento e la solidità del dorso e dei lombi (fattori che favoriscono indirettamente gli sforzi propulsivi del posteriore). Inoltre, ad un garrese alto, generalmente si associa una spalla ben inclinata, condizione che favorisce, insieme a quelle summenzionate, l'ottimizzazione delle varie andature. Un garrese corto e basso fa apparire lungo il dorso e, in concomitanza ad angolo scapolo-omerale troppo chiuso o ad eccessiva inclinazione del braccio, sposta il centro di gravita sull'anteriore. Di conseguenza il cane tende ad essere «gettato sul davanti» e ad avere un'andatura poco energica ed impacciata a causa della carente ampiezza di oscillazione degli arti anteriori e della riduzione degli impulsi del posteriore.
Il garrese alto e corto impedisce l'armonica fusione col collo e col dorso, poiché determina una demarcazione troppo netta con la linea dorsale. Quando le punte delle scapole sono troppo alte e ravvicinate si ha il cosiddetto «garrese tagliente» (abbastanza raro). Se il garrese eccede di grasso (garrese impastato) in genere esso è anche basso (difetto grave).

Dorso. Il dorso ha funzione di sostegno ed il compito di trasmettere all'anteriore l'impulso del posteriore. Un dorso a profilo rigorosamente retto e lievemente rampante dall'indietro in avanti permette un'ottimizzazione dell'impulso propulsivo del posteriore al l'anteriore. Infatti, permettendo tale conformazione di spostare il centro dì gravita verso il posteriore, si ha un alleggerimento sull'anteriore, che consente una più efficace proiezione in avanti del tronco.
La cifosi o dorso convesso o di carpa sta ad indicare che la colonna vertebrale traccia un profilo convesso nel tratto dorso-lombare ed è spesso correlata a rachitismo con conseguente calcificazione delle cartilagini intervertebrali. I cani che presentano tale patologia sono più corti e meno flessibili e subiscono una riduzione del movimento e della capacità di sviluppare andature veloci, poiché l'impulso propulsivo del posteriore trova un ostacolo nel profilo cifotico, che ne attenua la spinta. La lordosi o dorso concavo sta ad indicare che la colonna vertebrale traccia un profilo concavo limitatamente ad una porzione del tratto dorsale o più spesso dal garrese alla groppa ed è sovente correlata a rilassamento dei legamenti vertebrali inferiori, a garrese corto, dorso e lombi lunghi.
Nel Cane Corso tale grave anomalia va severamente penalizzata. 1 cani che presentano tale patologia sono poco solidi e scarsamente mobili in quanto, oltre a presentare, come i soggetti cifotici, condizioni di ostacolo alla trasmissione dell'impulso propulsivo del posteriore, devono spendere energie per opporsi all'innaturale abbassamento della colonna vertebrale.

Lombi o reni. Un rene corto, largo e solido costituisce un insostituibile pregio funzionale nel cane, e può compensare tante altre deficienze anatomiche.
Il rene deve essere corto in quanto un «ponte» corto è notoriamente più resistente di un «ponte» lungo. Un lombo lungo comporta un posteriore oscillante con danno per la trasmissione degli impulsi motori. Il rene deve essere largo, in quanto, se le apofisi vertebrali trasverse sono ben sviluppate in lunghezza, anche le masse muscolari che le avvolgono sono parimenti sviluppate. Un lombo stretto, gracile, è sempre poco resistente. Difetto inaccettabile è il rene spiovente ai lati (tagliente), da penalizzare è il rene basso, avvallato, non bene raccordato con dorso e groppa (vale quanto detto a proposito del dorso, in quanto la forza propulsiva del posteriore tende a spezzarsi in questa regione ed il soggetto deve consumare gran parte delle energie per opporsi all'abbassamento dell'asse renale).
Il profilo del lombo deve essere leggermente convesso, arcuato, in quanto tale forma è quella che più si addice ai movimenti di distensione e di retrazione che il cane compie nel trotto e nel galoppo. Un rene piatto mal si adatta a modificare il suo profilo, rendendo il movimento «rigido». È bene quindi sincerarsi sempre con la mano della solidità dei lombi.

Ventre e fianchi. Il profilo del ventre è strettamente correlato a quello del dorso.
Un ventre troppo retratto generalmente si accompagna ad un dorso convesso e un ventre rettilineo o avvallato quasi sempre ad un dorso concavo. Valgono quindi le stesse considerazioni fatte per la cifosi e la lordosi del dorso. Tuttavia, un ventre avvallato, gonfio, può anche essere dovuto ad obesità, errata alimentazione, verminosi o linfatismo.

Groppa. La groppa è di fondamentale importanza nella meccanica animale, in quanto è il fulcro di trasmissione degli impulsi del posteriore (garretti) all'anteriore e la sua inclinazione (secondo l'asse del coxale) è direttamente correlata alla lunghezza dei muscoli del posteriore (glutei e soprattutto ischeo-tibiali) e quindi alla angolazione dello stesso. Infatti, il femore forma col bacino (coxale) un angolo variante dai 90° ai 120° ed essendo il metatarso sempre perpendicolare al terreno, è ovvio che l'inclinazione di coscia (femore) e gamba (tibia) dipenderà dall'inclinazione della groppa.
Rimandiamo allo studio degli arti posteriori i necessari approfondimenti.
Una groppa orizzontale, propria dei galoppatori, presuppone muscoli ischio-tibiali lunghi con conseguente maggior capacità di contrazione degli stessi e, quindi, ampiezza d'oscillazione dell'arto. Una groppa inclinata, propria dei trottatori, presuppone muscoli più corti. Nel Cane Corso la groppa è lievemente inclinata ed infatti la sua andatura tipica è il trotto allungato.
La groppa deve essere lunga, poiché agendo come fulcro di trasmissione, l'efficacia della sua azione è in relazione alla sua lunghezza.
La larghezza della groppa è in relazione alla costruzione scheletrica e conseguentemente allo sviluppo delle masse muscolari. Nel Cane Corso la groppa deve essere larga in quanto nelle sue funzioni la razza deve sviluppare potenza più che velocità.
Un difetto gravissimo è la groppa avvallata (oltre 35°) poiché comporta sempre un posteriore insufficientemente angolato a causa dei muscoli ischio-tibiali estremamente corti e deboli che fanno sì che il cane, per non affaticarsi, poggi raggio osseo su raggio osseo il più verticalmente possibile (cane ritto sul posteriore) con articolazioni coxo-femorali e del ginocchio non corrette. Tale patologia spesso si accompagna a groppa più alta del garrese e ad un eccessivo carico del peso sull'anteriore, determinando una deambulazione difficoltosa e impacciata. Altrettanto grave, ma più rara, è la groppa troppo orizzontale (sotto 15°) che determina un raddrizzamento femo-rotibiale e di conseguenza angoli troppo aperti (se associata a groppa corta il movimento è gravemente limitato).

Coda. Nel Cane Corso, allorquando la coda è portata in riposo, essa deve apparire simile ad una «spina di pesce». Infatti, essendo grossa alla radice per poi via via affusolarsi, i tessuti adiposi che ricoprono le vertebre caudali, adagiati sulle natiche, le danno questa caratteristica conformazione a V. Una coda attaccata bassa generalmente comporta anche una groppa avvallata. La coda sottile alla radice spesso si accompagna ad una coda a candela in azione (va penalizzata).

Arti anteriori
Appiombi regolari di profilo:
1. la verticale abbassata dalla punta della spalla al suolo deve sfiorare le punte delle dita;
2. la verticale abbassata dal centro dell'articolazione del gomito deve dividere l'arto in due parti quasi uguali (la maggiore è l'anteriore) e toccare il suolo appena dietro il piede.
Appiombi regolari di fronte;
1. la verticale abbassata dalla punta della spalla al suolo deve dividere in due parti quasi uguali l'avambraccio, il corpo, il metacarpo e il piede;
2. la lunghezza dell'arto anteriore al gomito è pari alla metà dell'altezza al garrese.

Spalla. La spalla è d'importanza basilare nella meccanica motoria del cane, in quanto proprio nelle scapole hanno inserzione i muscoli che agiscono su braccio ed avambraccio e quindi sull'ampiezza del passo. In ragione di ciò, ad una spalla lunga, con muscoli lunghi, si associa un passo ampio. Una spalla corta, che spesso si associa ad una spalla dritta, incide negativamente sul movimento e sulla costruzione, poiché e sempre accompagnata da un'eccessiva inclinazione del braccio, che fa sì che il tronco si protenda in avanti spostando il baricentro (tronco gettato in avanti). Oltre che lunga e correttamente inclinata, la spalla deve essere mobile e pertanto vanno penalizzate le spalle grasse (impastate), gracili, legate nei movimenti (incavigliate) o con cinto scapolare rilassato, con punte troppo ravvicinate o distanziate e corte.

Braccio. La lunghezza dell'omero è strettamente correlata a quella della scapola. Al contrario, la sua inclinazione funge da fattore di compensazione alla direzione della scapola. Abbiamo già detto come a spalle «dritte» corrispondono bracci troppo inclinati (cani «gettati sul davanti», con piedi sovraccarichi ed arti che si sollevano poco). Ad una spalla troppo inclinata corrisponderà, invece, un braccio eccessivamente dritto, che spostando il baricentro indietro, sovraccarica il posteriore con conseguente portamento eretto del collo. Entrambi i difetti vanno fortemente penalizzati. Pertanto è fondamentale una corretta inclinazione del braccio rispetto all'orizzonte (58°-60°) associata ad un corretto angolo scapolo-omerale (106°-110°).

Avambraccio. La parte posteriore dell'avambraccio è caratterizzata da una scanalatura, detta carpo-cubitale, determinata dall'inserzione del tendine del muscolo flessore cubitale nell'osso pisiforme (sopracarpiano), che agisce come braccio di leva. Quanto più l'osso pisiforme sarà sviluppato (all'indietro), tanto più la leva sarà efficace (avambraccio potente) e la scanalatura carpo-cubitale sarà marcata. I gomiti deviati in fuori o scollati (aperti) sovente comportano cagnolismo, quelli spostati in dentro provocano mancinismo. Il secondo difetto è, nel Cane Corso, più frequente del primo.
Da bandire gli avambracci corti, sottili, gracili che spesso si accompagnano a petto stretto, mentre gli avambracci arcuati (ossatura spongiosa) denotano sempre rachitismo.

Carpo. Il carpo del cane corrisponde al polso della mano dell'uomo. Normalmente nei cuccioli e cuccioloni di Cane Corso è ipertrofico, con rigonfiamenti ossei anche notevoli, che tuttavia non sono da imputare a rachitismo, tale patologia è invece da penalizzare nell'adulto. La presenza di segni di esostosi (neoproduzione di tessuto osseo) indica la permanenza di stati irritativi (è difetto gravissimo).
A volte il carpo è spostato in avanti (arrembato), oltre la verticale tracciata dall'avambraccio, o arcuato all'indietro (cavo). Entrambi i difetti comportano degli appiombi falsati. Spesso il carpo è deviato all'interno (varo) e di conseguenza metacarpi e piedi sono portati all'infuori (mancinismo) o deviato all'infuori (valgo) con metacarpi e piedi portati all'interno (cagnolismo). Il primo difetto è nel Cane Corso più frequente del secondo. Se il metacarpo è rigido (rampinismo) il cane sarà portato a camminare sulle «punte del piede». È un difetto raro nel Cane Corso.

Metacarpo. Tra le parti anatomiche che compongono gli arti anteriori il metacarpo si può definire «l'ammortizzatore». Infatti, in ragione della sua obliquità ed elasticità interagisce come una molla tra le parti anatomiche superiori dell'arto ed il piede, ogni volta che quest'ultimo nel movimento tocca il terreno. Nei soggetti giovani il metacarpo «lungo e basso giuntato» è frequente e scompare quasi sempre nei soggetti maturi.

Piede. Il piede a dita divaricate e poco arcuate denuncia linfatismo ed è ereditario (difetto gravissimo). Il piede piatto affatica l'animale impedendogli di muoversi sulle lunghe distanze.
Nel Cane Corso le più comuni deviazioni dell'appiombo degli arti anteriori si possono così riassumere:
- di  profilo:
a)      deviazione totale dell'arto:
1. cane «gettato sul davanti» o «riunito al davanti» (la verticale cade a distanza dalla punta del piede);
2. cane «disteso al davanti» (la verticale cade sul piede), raro nel Cane Corso;
b) deviazione parziale dell'arto:
1. cane «lungo giuntato» (metacarpi troppo lunghi e inclinati);
- di fronte:
a) deviazione totale dell'arto:
1. cane «chiuso davanti» (arti convergenti in basso dentro la verticale);
2. cane «aperto davanti» (arti divergenti in basso fuori la verticale);
3. cane con avambraccio arcuato (a «lira»);
b) deviazione parziale dell'arto:
1. cane mancino (l'avambraccio è sulla verticale, ma l'arto dal carpo al piede ruota in fuori);
2. cane cagnolo (l'avambraccio è sulla verticale, ma l'arto dal carpo al piede ruota in dentro).

Arti posteriori
Appiombi regolari dì profilo:
1.   la verticale abbassata dalla punta della natica al suolo deve sfiorare le punte delle dita;
2.   il metatarso è sempre perpendicolare al suolo.
Appiombi regolari, di dietro:
la verticale abbassata dalla punta della natica al suolo divide tutto l'arto in due parti uguali.

Coscia. La coscia lunga è un pregio irrinunciabile, specie in un cane da lavoro poiché si traduce in una maggiore oscillazione dell'arto ed in masse muscolari lunghe e potenti. Parimenti alla lunghezza, è importante lo sviluppo in larghezza. La coscia stretta, piatta, deficiente di perimetro («coscia di pollo») indica ridotto sviluppo o addirittura atrofia dei muscoli. Ancora peggiore è la coscia dal profilo posteriore rettilineo o incavato, poiché essa è spesso dovuta a deficiente sviluppo della punta della natica che funge da braccio di leva ai muscoli ischio-tibiali, con conseguente maggior dispendio di energie per il movimento. In genere, a cosce lunghe e natiche ben discese corrispondono groppe orizzontali o leggermente inclinate, mentre, a cosce e natiche corte, groppo inclinate o peggio avvallate. In sintesi, è importantissimo che tutto il complesso della muscolatura groppa-bacino-natiche-cosce sia potente e sviluppato, in caso contrario viene minata la funzionalità del posteriore e favorita, nei cani giovani, la famigerata sub lussazione dell'articolazione coxo-femorale. La coscia aperta comporta vaccinismo, quella chiusa posteriore "a botte" -cagnolismo.

Gamba. La lunghezza della gamba è di poco inferiore a quella della coscia. Dì come un adeguato sviluppo della muscolatura, dell'ossatura, della lunghezza sia importante per un'ampia oscillazione dell'arto e per l'efficacia della spinta propulsiva del posteriore abbiamo già accennato parlando della coscia. Una scanalatura gambale (solco longitudinale presente nella faccia esterna della gamba dal garretto alla sua metà inferiore) poco evidenziata indica rilassamento e debolezza muscolare.
Una corretta inclinazione della gamba indica una corretta inclinazione della groppa ed in generale una corretta angolatura dell'intero arto posteriore (gamba dritta = groppa orizzontale, gamba obliqua = groppa inclinata).

Garretto.  Il garretto o tarso è una regione molto importante, non soltanto per la sua funzione di sostegno, ma anche perché molla propulsiva del posteriore (la larghezza e lo spessore del garretto indicano lo sviluppo di questa molla). Dato che il metatarso è sempre verticale, l'angolo tibio-metatarsico è in rapporto all'inclinazione della tibia, che a sua volta, come abbiamo visto, ha un'inclinazione correlata all'andamento della groppa. In sintesi: groppa orizzontale = tibia poco inclinata = angolo del garretto aperto; groppa inclinata = tibia obliqua = angolo del garretto chiuso.
Se il metatarso forma con il suolo un angolo acuto (è obliquo in avanti), il baricentro è spostato all'indietro ed il garretto sovraccaricato (garretto a gomito - cane col posteriore sotto di sé). Al contrario se il metatarso forma con il suolo un angolo ottuso (è obliquo all'indietro) l'impulso motorio viene pregiudicato (angolo tibio-metatarsico troppo aperto - cane fuori di sé posteriormente). Ambedue i difetti sono molto gravi, il secondo è più comune del primo nel Cane Corso. Le false posizioni degli arti possono provocare un allentamento dell'articolazione tibio-metatarsica con garretto vacillante in movimento. Nei cani «dritti sul posteriore» si può addirittura avere una tendenza all'inversione nell'angolatura del garretto.

Metatarso. Lo standard non prevede lo sperone. In realtà parecchi soggetti «rustici» presentano lo sperone semplice o quinto dito. Abbiamo avuto modo di rilevare, empiricamente e senza alcun fondamento scientifico, come la moderna selezione della razza porti alla quasi totale scomparsa dello sperone già in seconda o terza generazione e ciò, come gli allevatori ben sanno, indipendentemente dalla corrente di sangue dei soggetti rustici. Questo, lo ribadiamo, è un semplice dato statistico, che a tutt'oggi non è stato studiato, per quanto ne sappiamo, con metodologia scientifica. In ogni caso lo sperone deve essere eliminato sia perché d'impedimento alla deambulazione, sia perché la sua unghia può ferire l'arto opposto o incunearsi nelle parti molli dell'arto che lo porta, provocando infezioni.

Piede. Nel Cane Corso le più comuni deviazioni dell'appiombo degli arti posteriori si possono così riassumere:
- di profilo:
a) deviazione totale dell'arto:
1. cane «sotto di sé posteriormente» o «riunito al di dietro» (il piede si trova davanti alla verticale, gli arti posteriori sono spostati sotto il tronco, la groppa è avvallata);
2. cane «ritto sul posteriore» (il piede si trova davanti alla verticale, gli arti sono spostati sotto il tronco, la gamba è perpendicolare, il garretto è aperto, la groppa è avvallata);
3. cane «fuori di sé posteriormente» o «disteso al di dietro» (il piede si trova notevolmente dietro la verticale senza sfiorarla, quindi gli arti posteriori sono spostati all'indietro, la groppa è orizzontale);
b) deviazione parziale dell'arto:
1. garretto chiuso (la deviazione inizia dal garretto ed il tarso, il metatarso e il piede sono obliqui in avanti);
2. garretto aperto (difetto opposto al precedente);
- di dietro:
a) deviazione totale dell'arto
1. cane «chiuso di dietro» (arti convergenti in basso, quindi dentro la verticale);
2. cane «aperto di dietro» (arti divergenti in basso, quindi fuori dalla verticale);
3. cane «aperto di dietro» (arti divergenti in basso, quindi fuori dalla verticale);
4. cane «cagnolo» (i garretti sono fuori dalla verticali e i piedi ruotati in dentro).

Colori del manto. La varietà dei colori del manto che caratterizza la razza rende doveroso un approfondimento. Allorquando, agli inizi degli anni '80, s'iniziò l'opera di recupero del Cane Corso si decise di non privilegiare nella selezione alcun colore, ma di prendere in considerazione tutti i colori che la storiografia e la tradizione ci avevano tramandato. Tuttavia, va precisato che i manti che all'epoca ci si presentarono erano essenzialmente quattro: nero, tigrato scuro, «cinericcio» e «frumentino». Come abbiamo già avuto modo di esporre, il colore del manto era soprattutto correlato alla funzione del cane, all'area geografica e a credenze che attribuivano a questo o quel colore particolari attitudini caratteriali. Si venivano così a creare vere e proprie «tribù» di cani caratterizzati dallo stesso colore e funzione. Il manto nero era il preferito dai porcari e dai caprai e molto usato anche dai butteri. Il nero del Cane Corso deve essere intenso, di tonalità lucida ma non lucente (mai degradante nella lucentezza del blu). Le chiazze bianche (alla punta dei piedi o stella al petto non molto estesa) sono ammesse, ma si è sempre privilegiato il manto che ne è privo. Quando il cane è in muta questo manto assume una tonalità «cioccolato fondente».
Il manto tigrato scuro era il preferito per la caccia al cinghiale e molto utilizzato dai bovari. Nel Cane Corso il tigrato si presenta su fondo fulvo di varie gradazioni con «serpature» (tigrature) nere non sempre ben delineate ma che a volte sfumano, si confondono col colore del fondo (specie nel tigrato scuro). Si hanno così soggetti che, per la mescolanza di peli neri con peli fulvi, presentano un manto con tre tonalità, ad esempio nero, fulvo scuro, fulvo chiaro, il tutto in un insieme di serpature non ben delineate in cui comunque prevale sempre la tigratura nera Nel tigrato è sempre presente la maschera nera. Il manto cinericcio (grigio cenere) era il preferito da bovari e butteri. I colori grigio piombo ed ardesia eccezionalmente sono tigrati, più sovente lo sono il cinericcio ed il grigio chiaro, sempre con serpature fulve ben delineate (nei tigrati con serpature fulve raramente la maschera è presente).
Il frumentino (fulvo della tonalità del frumento maturo) era il preferito per la caccia al tasso e sovente utilizzato per la caccia al cinghiale e dai caprai. Nel fulvo deve essere sempre presente la maschera che può essere nera o grigia (forse la più tipica). La maschera è nera nel colore fulvo scuro mentre sfuma nel grigio a mano a mano che la tinta schiarisce verso il frumentino. Importantissimo è che la maschera non superi mai la linea degli occhi (se la supera è indizio d'immissione di sangue estraneo), ma (la più tipica) dovrebbe sfumare gradatamente avvicinandosi a tale linea.
La banda bianca alla canna nasale era un tempo molto ricercata. Oltre al frumentino il colore più tipico era il fulvo chiaro con tonalità perlata. Abbiamo detto come in passato si fossero formate delle «tribù» caratterizzate dal colore comune (era molto raro che ci si scambiasse il cane per gli accoppiamenti). La «moderna» selezione non ha invece privilegiato nessun colore ed il risultato degli accoppiamenti tra cani con colori diversi è stato il proliferare di un elevato numero di tonalità specie di grigio e dì fulvo. Riteniamo, tuttavia, che in futuro la selezione debba orientarsi sui quattro colori più «tradizionali»: nero, tigrato scuro, cinericcio (anche serpato di fulvo) e frumentino.
Per concludere è doveroso ricordare che l'iconografia ha immortalato anche Cani Corsi bianchi.

 
Torna ai contenuti | Torna al menu